OTTONE (PC), DOMENICA 3 MAGGIO: UN'INTERESSANTE INIZIATIVA SULLA RESISTENZA IN VAL TREBBIA
Aldo Gastaldi

Partigiani in val Trebbia
Ottone è il primo paese della provincia di Piacenza che si incontra, venendo da Genova e seguendo il corso del fiume Trebbia, passati gli abitati di Rovegno e Gorreto.
Domenica tre maggio, presso il Centro polivalente - che si trova proprio sulle rive del su detto affluente di destra del fiume Po - in occasione dell'ultimo giorno di esposizione di un'assai documentata mostra sulla guerra partigiana nel territorio piacentino, si svolge un'iniziativa dedicata alla Resistenza.
L'incontro - che ha luogo davanti ad una cinquantina di persone - ha inizio alle ore 10:50 con l'introduzione da parte del sindaco, Federico Beccia, che presenta la giornata e lascia la parola al segretario dell'Anpi della provincia di Piacenza, Romano Repetti.
Questi racconta brevemente la storia della Resistenza nel territorio piacentino, con particolare riguardo ai fatti svoltisi in Alta Val Trebbia, dove operava la divisione Cichero agli ordini del comandante Aldo Gastaldi, meglio conosciuto con il nome di battaglia di Bisagno.
A seguire ha luogo la cerimonia di consegna di due attestati di benemerenza ad altrettanti partigiani di questi luoghi ancora viventi: Roberto Casazza, che riceve la pergamena di persona, e Primo Lavezzoli, per il quale - essendo egli, ormai da diverso tempo, emigrato in Sardegna - ritira il riconoscimento il nipote Luca.
La giornata procede poi, non senza qualche difficoltà tecnica, con la proiezione di un filmato dal titolo "La Sanese e i partigiani di Fausto", dedicato alla formazione che operava nella zona di Bobbio: si tratta di un video molto interessante che mostra immagini d'epoca - con lo spezzone di un film sulla vita partigiana girato a gennaio del 1945 - inframezzate da testimonianze dirette dei combattenti.
Per concludere, poi, viene chiamato a fornire un proprio ricordo degli avvenumenti Arcangelo Baracchi: costui, all'epoca dei fatti, non era un partigiano, ma un abitante del luogo che ripercorre la tragica storia di alcuni dei fatti più sanguinosi avvenuti su queste terre, in particolare nel territorio di Campi dove viveva, durante il periodo repubblichino.
Un
racconto toccante che rende bene l'idea della ferocia che accompagnava le bande
fasciste italiane e tedesche durante i continui rastrellamenti a cui davano
vita per cercare di spezzare la catena continua di renitenze alla leva, e fughe
in montagna per unirsi alla guerriglia, dei giovani della zona.
Genova, 04 maggio 2015
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com